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VINCENT VAN GOGH, LA VIGNA ROSSA, per l’opera d’arte del giorno

Vincent Van Gogh, La Vigna Rossa

La vigna Rossa di Van Gogh, l’unico dipinto venduto in vita, e un tramonto con tutti i colori del mese di Settembre.

Mentre si trovava ad Arles, il 25-26 settembre 1888, Vincent scrive al fratello «Mio caro Theo, il bel tempo dei giorni scorsi è scomparso ed è stato sostituito da piogge e fango, ma prima dell’inverno tornerà certamente. Si tratterà di approfittarne, perché le belle giornate sono corte. (…) Ah, se tutti gli artisti avessero di che vivere, di che lavorare, ma dato che ciò non è, voglio produrre molto e con accanimento.» In quei giorni Vincent attendeva con trepidazione l’arrivo di Gauguin. Circa un mese dopo, il 24 ottobre 1888, Vincent scrive al fratello Theo che Gauguin è arrivato «Come uomo è molto interessante, e ho la massima fiducia che insieme faremo molte cose. È probabile che qui produca molto, e spero di farlo anch’io. (…) Sento il bisogno di produrre fino a esserne schiacciato moralmente e vuotato fisicamente, proprio perché non ho nessun altro mezzo per equilibrare le nostre spese. Non posso farci niente se i miei quadri non si vendono». Da queste frasi ricorrenti si percepisce la sofferenza e l’amarezza del pittore che non riesce a vedere apprezzate le sue opere.

Ma è proprio in questo periodo che van Gogh dipinge La vigna rossa, l’unico suo dipinto di cui sia documentata con certezza la vendita durante la vita dell’artista. L’opera rappresenta una vigna nella campagna arlesiana con un’esplosione di colori. «Beh, devo andare a lavorare alla vigna vicino a Mont Major. È tutto viola, giallo e verde sotto il cielo blu, un bello schema di colori» scrive all’amico e pittore Eugène Boch ai primi di ottobre, anticipando le sperimentazioni di colore che sono culminate con altri lavori dello stesso periodo quali Il caffè di notte, la Notte stellata sul Rodano e la Terrazza del caffè la sera

Nel vigneto si svolge una vendemmia tardiva, a causa del maltempo che si è protratto a lungo.

Il sole si avvia al tramonto in una giornata di pieno autunno.

La linea dell’orizzonte è posta nella metà superiore del dipinto e separa nettamente il giallo caldo del cielo con il viola, il rosso e l’arancione della terra e delle piante.

I contadini al lavoro, principalmente donne, sono rappresentati con pennellate energiche che catturano il movimento e la fatica del lavoro manuale.

L’impianto ad alberello e le viti basse costringono le donne a vendemmiare chine tutto il giorno, come se stessero spigolando il grano.

Gli abiti, contornati da uno spesso bordo nero, sono scuri o blu e accentuano il contrasto con le cromie dei rossi.

In lontananza si vede un carro, trainato da un cavallo, e altri vendemmiatori appena definiti con piccoli tratti neri.

Sulla destra, una strada, ancora bagnata, riflette il sole e lascia intravedere piccole pozze d’acqua azzurra.

La strada ha la parvenza di un fiume se non fosse per la sagoma umana che cammina proiettando una lunga ombra davanti a sé.

Un filare di alberi nei toni del verde e dell’azzurro delimita la vigna a sinistra e in fondo.

La pennellata spessa e vigorosa, tipica dello stile di van Gogh, conferisce texture e vitalità al dipinto.

Con La vigna rossa Vincent rende omaggio ai contadini e al lavoro nei campi, un tema caro per il pittore. Le figure al lavoro rappresentano la connessione tra l’uomo e la terra in un legame che van Gogh considerava fondamentale.

Contrariamente ad altre opere dipinte en plein air, questo quadro è stato dipinto nella Casa Gialla basandosi esclusivamente sulla memoria di una passeggiata effettuata nel vigneto alcuni giorni prima. Nel corso del 2021 gli esperti di studio e restauro del Museo Statale Puškin hanno portato alla luce molti aspetti precedentemente sconosciuti del quadro. Ad esempio, l’uomo in piedi sul sentiero era originariamente una donna vestita con una gonna e una blusa. Inoltre, la donna che si china a sollevare un cesto nella parte inferiore del quadro è stata aggiunta solo dopo che il dipinto era stato completato. 

Vincent Van Gogh, La Vigna Rossa
Vincent Van Gogh, THE RED VINEYARDS AT ARLES (MONTMAJIOR) Museo Statale di Arti Figurative A.S. Puškin – Mosca

Nel 1889 Vincent van Gogh viene invitato da Octave Maus a presentare i suoi dipinti al Salon dei XX a Bruxelles.

Les XX (Les Vingt) fu un gruppo di avanguardia, fondato a Bruxelles nel 1883 in opposizione all’ambiente artistico più conservatore. Il gruppo organizzava esposizioni annuali a cui erano invitati anche importanti artisti stranieri. I membri della Société des Vingt, e in particolare Henry van de Velde, trasformarono in seguito il loro stile simbolista nei disegni del movimento Art Nouveau.

Alla richiesta, Vincent risponde: «Signore, accetto con piacere il Suo invito a esporre con i Vingtistes. Ecco l’elenco delle tele che intendo sottoporLe: N. 1 Girasoli 2 Girasoli 3 L’edera 4 Frutteto in fiore (Arles) 5 Campo di grano. Sole nascente (St-Rémy) 6 La vigna rossa (Montmajour) (…) Forse sto superando i 4 metri di spazio, ma poiché credo che le 6 insieme, così scelte, creeranno un effetto cromatico piuttosto vario, forse troverete un modo per collocarle». 

La rivista “l’Art moderne”, diretta da Octave Maus, presenta van Gogh come uno degli artisti che saranno più discussi. 

Uno dei componenti del movimento, l’artista Henry de Groux, rimase inorridito dai sei dipinti che van Gogh stava esponendo.

De Groux minacciò di ritirare le proprie opere, «non volendo, per quanto mi riguarda, trovarmi nella stessa sala del ridicolo vaso di girasoli del signor Vincent». 

Alla chiusura dell’Expo, nel febbraio 1890, per dimostrare il suo sostegno pubblico a Vincent van Gogh e compiacere il fratello Eugène, Anna Boch decide di acquistare La vigna rossa.

Anna Boch era una pittrice e collezionista di opere d’arte, partecipò al movimento neoimpressionista e impressionista.

Fu l’unica donna ammessa al gruppo Les XX. Victor Boch, il padre di Anna, le aveva donato quote significative in entrambe le aziende di ceramica: La Keramis Boch Frères di La Louvière, da lui diretta, e la Villeroy & Boch di Mettlach, diretta da suo fratello Eugen von Boch.

I dividenti ricevuti dalle due società permettevano ad Anna di acquistare dipinti da aggiungere alla propria collezione. Nel 1909 il dipinto fu acquistato di Yvan Morozov, un imprenditore tessile russo e collezionista d’arte moderna d’avanguardia.

A seguito della Rivoluzione bolscevica, nel 1918 Vladimir Lenin firmò una legge per l’espropriazione di tutti i dipinti di Morozov e Schukin, altro importante collezionista di arte impressionista e post-impressionista. Le dimore di questi due collezionisti dapprima divennero il I e il II Museo Statale di Arte Moderna Occidentale.

In seguito, dal 1928, le opere confluirono in un unico Museo Statale di Arte Moderna Occidentale con sede interamente nella dimora di Morozov. Stalin, ritenendo l’edificio troppo borghese, chiuse il Museo Statale di Arte Moderna Occidentale nel 1948 e le opere vennero casualmente divise tra il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo e il Museo Puškin di Mosca a cui fu donato anche il dipinto La vigna rossa ora esposto con il titolo The Red Vineyards at Arles (Montmajor).

Giuliana Della Bianca

Fonti:

V. Van Gogh, Lettere a Theo, Ugo Guanda Editore, Milano 2023

https://vangoghletters.org/  per le lettere a Octave Maus e Eugène Boch

https://www.britannica.com/topic/Les-Vingt

Le altre Opere d’arte del giorno dedicate al mese di Settembre

Paul Chablas, September Morn

Benedetto Antelami, Settembre

Hellen McNiccholn, Sunny September