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GIOTTO, SAN FRANCESCO RICEVE LE STIMMATE, per CalendARTE

San Francesco riceve le stimmate di Giotto, con Cristo-Serafino e gli episodi della vita del santo nella predella
San Francesco riceve le stimmate: fede, visione e rivoluzione pittorica nell’opera di Giotto

A cura di Antonietta Capo per WebinARTE

Di fronte alle opere di Giotto, non si coglie subito la portata del primo grande rinnovamento della storia dell’arte. In particolare, le nuove sperimentazioni spaziali e l’attenzione per la realtà, trovano un pieno compimento negli affreschi della Basilica Superiore di Assisi, un ciclo realizzato alla fine del Duecento e tradizionalmente attribuito a Giotto e alla sua bottega, sebbene l’ipotesi sia ancora oggetto di dibattito.

Questo rinnovamento artistico si concilia perfettamente con la complessità storica del Santo: entrambi, infatti, hanno impresso una svolta decisiva nei rispettivi campi. Francesco «scuote la religione, la civiltà e la società» (Le Goff, cit.) in un periodo di pieno fermento su tutti i fronti. Egli introduce una «novità santa» (Le Goff, cit.) capace di rompere con la tradizione monastica isolata nei conventi per portare il Vangelo nelle strade e tra le genti. Sposta il fulcro della devozione dal «Cristo in gloria» al «Cristo in atto di dolore» (Le Goff, cit.) facendo sì che le sofferenze di Gesù diventino le sue: una vita spesa al servizio degli altri, culminata nell’esperienza delle stimmate. Infine, parla attraverso un linguaggio comprensibile al popolo (non a caso il Cantico delle Creature rappresenta il testo fondamentale della nostra letteratura in lingua volgare).

Come hanno osservato molti studiosi, Giotto traduce visivamente questo rinnovamento spirituale, definendo l’immagine ufficiale del Santo attraverso una rappresentazione armonica e contemplativa. Egli segna il passaggio dall’arte simbolico-bizantina a un’arte fondata sul realismo. Attraverso la resa dal vero dei personaggi come dell’ambiente, egli permette agli spettatori di percepire la divinità come presente nella concretezza del mondo, liberando l’arte da simboli troppo distanti.

L’affresco San Francesco riceve le stimmate rappresenta il momento in cui il Santo vive questo miracolo sul monte della Verna nel 1224. Come sottolineano alcuni studiosi, questo episodio è molto importante perché Francesco è il primo uomo nella storia a essere ufficialmente riconosciuto come stimmatizzato. La scena si articola su uno sfondo roccioso che si innalza verso sinistra in diagonale, creando verticalità e isolamento. Sono presenti degli alberelli sparsi nella parte alta. San Francesco è al centro inginocchiato su uno sperone roccioso; ha il corpo ruotato di tre quarti e il viso è rivolto verso la visione celeste. In alto a destra compare la figura del Cristo-Serafino: essa è dotata di sei ali rosse cangianti, incorporee, che avvolgono il corpo di Cristo crocifisso con le due ali mediane abbassate.

San Francesco riceve le stimmate di Giotto nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi
Giotto e bottega, San Francesco riceve le stimmate, 1295–1300 ca., affresco, Basilica Superiore di San Francesco, Assisi.

Dalle ferite partono 5 raggi di luce che colpiscono le parti del corpo del Santo: le mani, i piedi e il costato. Sono presenti due strutture architettoniche; a sinistra, alle spalle di Francesco, sorge una piccola cappella, da cui si intravede un altare, con un’architettura essenziale e dipinta in tonalità rosate e il tetto azzurro che imita piccole assi di legno. In basso a destra, seduto all’ingresso di una seconda struttura architettonica color ocra, si trova la figura di Frate Leone, colto nell’atto di leggere un libro, del tutto ignaro del miracolo che si consuma poco più avanti.

I panneggi dei sai dei due frati sono resi in chiaroscuro, che conferisce un forte senso di plasticità e peso corporeo alle figure, superando la bidimensionalità della tradizione bizantina. Le rocce, pur mantenendo una stilizzazione geometrica “a schegge”, presentano forti contrasti di luce e ombra che ne definiscono i piani nello spazio. Dominano le tonalità calde delle terre: i marroni dei sai, l’ocra dell’architettura a destra, il rosa-mattone della cappella a sinistra e il bianco gessoso della roccia, che contrastano nettamente con il blu scuro del cielo e il rosso intenso delle ali del Serafino.

Lo stesso soggetto lo ritroviamo presso il museo del Louvre in cui è conservata una tavola (databile intorno al 1300-1325 circa) firmata OPUS IOCTI FLORENTINI, una delle tre opere firmate da Giotto. Si tratta di una grande pala d’altare, in origine destinata alla chiesa di San Francesco a Pisa e completata da una predella con tre episodi della vita del santo. Il legame compositivo con il ciclo di Assisi resta evidente, anche se questa tavola nasce per uno scopo differente. Rispetto al ciclo umbro presenta alcune varianti: la figura di frate Leone scompare, le rocce sono poco imponenti e le due strutture architettoniche meno evidenti.

 Il Santo campeggia al centro della scena con una presenza volumetrica e spaziale molto più decisa, il viso con lineamenti marcati ed espressivi. Bellosi nota come il Cristo-Serafino sia identico a quello di Assisi, ma le mani sollevate sembrano inchiodate alle ali mediane le quali mostrano un piumaggio molto più realistico. La tavola del Louvre mantiene il fondo oro per sottolineare la natura trascendente dell’evento apparso a Francesco. A differenza dell’affresco di Assisi, dove il paesaggio serviva a calare la scena in un contesto narrativo, nella pala pisana, l’oro serve a dare alla scena un valore di icona, mettendo in risalto il miracolo.

Queste importanti opere rappresentano molto più di un semplice evento mistico: attraverso la formula visiva di Giotto, le stimmate di Francesco cessano di essere un fatto privato per trasformarsi in un evento pubblico, capace ancora oggi di muovere e affascinare milioni di persone.


Bibliografia

J. Le Goff, San Francesco d’Assisi, Editori Laterza,2010.

L. Bellosi, La pecora di Giotto, Abscondita editore, 2015 Milano.

P. Daverio, Come San Francesco inventò l’arte moderna, Solferino editore, 2025 Milano.


Crediti fotografici

Tavola del Louvre: Giotto, San Francesco riceve le stimmate, 1295-1300 ca., Parigi, Museo del Louvre. © RMN-Grand Palais / Musée du Louvre.

Affresco di Assisi: Giotto, San Francesco riceve le stimmate, 1295-1300 ca., Assisi, Basilica Superiore di San Francesco. Foto: Archivio Fotografico Sacro Convento Assisi.


Sitografia delle opere

https://www.sanfrancescoassisi.org/html/ita/shownews.php?idNews=420&zone=WEBSFUomo

https://collections.louvre.fr/ark:/53355/cl010064459


L’Opera d’Arte del giorno

Francisco De Zurbaran, San Francesco d’Assisi