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I MUSEI CHE NON SI FILA NESSUNO: LA MAURITSHUIS A L’AJA

Mauritshuis, l'Aja
Una dimora aristocratica, che ti accoglie con la raffinata squisitezza di una casa privata- e una carrellata di capolavori quasi irreale. Benvenuti alla Mauritshuis, a L’Aja, per inaugurare la rubrica dedicata ai musei fuori dai circuiti turistici di massa, quelli in cui è ancora possibile godersi una visita a tutti gli effetti.

Di Alessandra Gennaro

Ci sono musei che intimoriscono ancora prima di entrarci: edifici smisurati, chilometri di sale, collezioni tanto immense da farci venire l’ansia di aver perso il capolavoro più importante proprio dietro l’angolo. E poi c’è la Mauritshuis dell’Aia: un museo così raccolto, elegante e apparentemente discreto da far pensare, almeno dall’esterno, a una bellissima casa affacciata sull’acqua.

Ed è precisamente ciò che era.

La Mauritshuis venne costruita nel Seicento come residenza privata di Johan Maurits van Nassau-Siegen, governatore del Brasile olandese e membro di una delle grandi famiglie dell’antica Repubblica delle Province Unite. Il palazzo, progettato nel sobrio e fastoso linguaggio del classicismo olandese da Jacob van Campen e Pieter Post, sorse accanto al Binnenhof, il cuore politico dell’Aia, e davanti all’Hofvijver, il laghetto che ancora oggi ne riflette la facciata. Il nome significa semplicemente “la casa di Maurits”

Ma attenzione: Johan Maurits non fu il grande collezionista da cui deriva il museo, anche se il palazzo porta il suo nome. Il nucleo della raccolta apparteneva invece allo statolder Guglielmo V d’Orange-Nassau.

Dopo le guerre rivoluzionarie, molte di quelle opere furono requisite dai francesi e portate a Parigi e tornarono all’Aia solo nel 1815. Pochi anni più tardi, lo Stato acquistò l’edificio e nel 1822 vi aprì il Koninklijk Kabinet van Schilderijen, il Reale Gabinetto di Pittura: la Mauritshuis diventava finalmente un museo.

Oggi conserva circa 800 dipinti, in prevalenza olandesi e fiamminghi, con una densità di capolavori che ha qualcosa di imbarazzante. Qui abitano la Ragazza con il Turbante e la Veduta di Delft di Vermeer, il Cardellino di Fabritius, undici dipinti di Rembrandt (fra cui la celeberrima Lezione di Anatomia del Dottor Tulip), oltre a opere di Frans Hals, Jan Steen, Rubens, Brueghel e molti altri. Non è una collezione che pretende di raccontare tutta la storia dell’arte: racconta, con una precisione quasi abbagliante, uno dei momenti più straordinari della pittura europea, il Secolo d’oro olandese, attraverso alcuni dei suoi capolavori più iconici.

Per la nostra rubrica, dunque, prepariamoci a entrare non in un museo minore, ma in una piccola reggia della pittura. Nei prossimi giorni faremo visita ai suoi abitanti: donne dagli sguardi indecifrabili, interni domestici, paesaggi, nature morte, scene bibliche e creature minime — perfino un cardellino — capaci di diventare indimenticabili.


Per informazioni sulla storia dell’edificio e sulla collezione, visita il sito del Museo, qui


L’Opera d’Arte del giorno

Franz Von Stuck, In Vino Veritas