WEBINARTE

DEGAS, DUE BALLERINE SUL PALCOSCENICO per CalendARTE

Due ballerine sul palcoscenico di Edgar Degas, 1874, Courtauld Gallery di Londra
Due ballerine sul palcoscenico: Degas osserva il balletto dell’Opéra da un punto di vista insolito, tra prova, movimento e realtà del lavoro.

Di Anna Cappelloni per WebinArte

Due ballerine in tutù bianco, colte a metà di un passo. Dietro di loro, un fondale verde che finge un bosco. Davanti, il piano del palcoscenico, attraversato da sottili linee diagonali. È tutto qui, ma non è affatto tutto. Due ballerine in scena, oggi alla Courtauld Gallery di Londra, è uno dei primi quadri in cui Degas mette a punto il tema che lo occuperà per il resto della vita: il balletto dell’Opéra di Parigi, a cui dedicherà più di mille opere tra dipinti, pastelli e sculture.

Secondo la lettura più accreditata, le due danzatrici starebbero eseguendo il Ballet des Roses inserito nelle rappresentazioni del Don Giovanni di Mozart. Ma il soggetto, in fondo, è un pretesto. Quello che interessa a Degas è da dove si guarda. Il punto di vista è alto e laterale, come da un palco accanto al proscenio: si guarda giù, e di sbieco. Le figure sono spostate a destra, quasi in uscita dal quadro; a sinistra una terza ballerina è tagliata dal bordo: c’è  un pezzo di tutù, niente più.

Il resto è pavimento: una distesa di marrone spoglio che occupa quasi metà della tela, e che pesa nella composizione quanto le figure. Paul Valéry, che a Degas avrebbe dedicato un libro, scrisse che era uno dei pochissimi pittori ad aver dato al suolo la sua vera importanza: «ha dei pavimenti mirabili». Questo è uno di quelli. Un’inquadratura che nessun pittore accademico avrebbe accettato, e che Degas prende in prestito dalle stampe giapponesi, dove le figure vivono fuori centro.

Quel taglio dice qualcosa in più anche sulla scena: la terza ballerina ferma fa pensare a una prova generale, alle quali Degas aveva spesso accesso,  più che a una recita. Il che sposta il soggetto: quello che vediamo è lo spettacolo mentre viene fabbricato. Le linee sul pavimento, forse binari per lo scorrimento delle scenografie, appartengono alla macchina del teatro prima che alla sua illusione. Degas dipinge le due cose insieme, l’incanto e l’impalcatura, senza decidere quale delle due conti di più.

Due ballerine sul palcoscenico di Edgar Degas, 1874, Courtauld Gallery di Londra
Edgar Degas, Due ballerine sul palcoscenico (Two Dancers on a Stage), 1874, olio su tela, 61,5 × 46 cm, The Courtauld Gallery, Londra, Samuel Courtauld Trust, inv. P.1932.SC.89.

La data è certa, e conta. Il quadro viene esposto nel 1874 nella galleria londinese di Durand-Ruel, mentre a Parigi si apre la prima mostra impressionista, che Degas contribuisce a organizzare pur detestando l’etichetta: si considerava piuttosto un realista, un indipendente. Lo compra il capitano Henry Hill, quartiermastro in pensione stabilitosi a Brighton, che nel giro di pochi anni arriva a possedere sette Degas (tra cui L’assenzio, oggi al Musée d’Orsay), diventando il più importante collezionista del pittore in Europa.

Non è un intenditore di professione: il censimento del 1881 lo descrive semplicemente come un rentier al 53 di Marine Parade, con moglie, nipote e tre domestici. Eppure capisce Degas con vent’anni d’anticipo sulla critica inglese, che nel 1892, alla vendita de L’assenzio da Christie’s, accoglierà ancora il quadro con fischi in sala. Dopo la morte di Hill la tela passa di mano più volte, tra Christie’s e collezioni scozzesi, finché nel 1927 non la acquista Samuel Courtauld, che nel 1932 la dona all’istituzione che porta il suo nome.

Le ballerine, viste da vicino, hanno poco di ideale. I volti sono appena accennati, le espressioni illeggibili; i critici dell’epoca vi leggevano i tratti poco raffinati dei petits rats, le giovanissime allieve dell’Opéra reclutate nei quartieri popolari, per le quali la danza era un mestiere prima che un’arte. Degas non le abbellisce e non le compatisce. Le osserva mentre lavorano, da una posizione tutta sua, né platea né palcoscenico: di lato, un po’ sopra, un po’ fuori. Il quadro non è sulla bellezza del balletto. È su come si guarda qualcosa  e da dove.


Fonti

Courtauld Gallery, Londra (Samuel Courtauld Trust), scheda opera Two Dancers on a Stage

Art UK, scheda Two Dancers on a Stage

Nelson-Atkins Museum of Art, French Paintings and Pastels 1600–1945, catalogo scientifico online

Michel Schulman, Edgar Degas — Catalogue raisonné, degas-catalogue.com, n. MS-361

Musée d’Orsay, scheda opera Dans un café (L’absinthe) (collezione Henry Hill, 1876–1892)

henryhill.net, The Story of Henry Hill, ricerca documentaria sulla collezione

Julian Barnes, Summarising Oneself: Degas’s Vanity, London Review of Books, dicembre 2020

Musée d’Orsay, scheda opera La Classe de danse


L’Opera d’Arte del giorno

Battistello Caracciolo, San Giovanni Battista fanciullo