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PETER PAUL RUBENS, SCENA NOTTURNA, per CALENDARTE

Scena notturna di Peter Paul Rubens con una vecchia e un ragazzo illuminati dalla luce di due candele.
Scena notturna di Peter Paul Rubens: “Old Woman and Boy with Candles” (Vecchia con ragazzo e candele), tra luce, ombra e suggestioni caravaggesche.

Di Gabriella D’Ippolito per WebinARTE

Assolutamente riconoscibile, ma completamente diverso.

Suoi i corpi, ancora più sua l’anima.

Non siamo di fronte a una delle grandi macchine sacre o bibliche a cui il nome di Rubens è solitamente associato: siamo immersi in una scena intima, pervasa di grazia.

Rubens tenne per sé questo dipinto del 1616-1617, ritrovato tra i suoi effetti personali ad Anversa. Sebbene questa scena notturna non sia mai uscita dal suo studio, il pittore volle diffonderne le stampe, accompagnandole con un verso di Ovidio:

Quis vetet apposito, lumen de lumine tolli, […] Mille licet capiant, deperit inde nihil

(Ars amatoria, III, 90,93)

Chi mai potrebbe proibire che si accenda un lume da un altro lume? Anche se a prenderlo fossero in mille, da quello non verrebbe meno nulla.

Per comprendere l’opera, non possiamo prescindere da questi versi.

Osserviamo l’immagine: è in primo piano, ed è già commovente di suo.

Anche se l’anziana e il giovane, diamoli per nonna e nipote, non si guardano, l’intera azione è concentrata sulla loro interazione. Il ragazzo accende la candela da quella della donna, che ne protegge la fiamma: è una narrazione silenziosa ma potente. La fioca luce di una candela illumina entrambi. Lei sembra aver scoperto qualcosa e sorride; lui guarda la nonna, e sorride a sua volta. Al centro, la candela infonde calore, scolpisce i volti e accende il rosso delle maniche, accarezza la pelle fresca del giovane e solca, con implacabile realismo, il volto rugoso della donna.

Qui convivono l’eredità di Caravaggio e la lezione veneta di Tiziano e Veronese.

Ed è sempre qui che Ovidio incontra la tela: l’affetto e la saggezza non si esauriscono nel momento in cui vengono donati. Non è una semplice scena di genere, né solo una scena di vanitas: quella candela è una metafora dell’amore e della bellezza, che non si esaurisce, ma si rigenera. Non è un monito fugace a godere del tempo che passa, ma una serena celebrazione della gioventù illuminata dalla grazia. L’anziana sta donando vita, saggezza e amore al nipote: doni eterni, che, nel passare di mano in mano, non si consumano, ma si moltiplicano.

Non c’è malinconia in questo gesto, come talvolta è stato suggerito; c’è invece lo stupore radioso di chi si trova di fronte a una verità rivelata.

La freschezza di quei versi di Ovidio, che alludono al piacere carnale, si rivela piuttosto un carpe diem: il piacere, come la meraviglia,non si spengono mai.

Ed ecco che l’incontro tra la sapienza senile che riesce ancora a meravigliarsi e la freschezza della giovinezza che per sua natura è predisposta all’amore, rappresenta il dono di sè: non un gesto unilaterale, ma un atto di condivisione.

In quello scambio di lume, Rubens ci consegna l’immagine eterna di una vita che, nel farsi dono, non smette mai di illuminare e stupire.

Scena notturna di Peter Paul Rubens con una vecchia e un ragazzo illuminati dalla luce di due candele.
Peter Paul Rubens, Old Woman and Boy with Candles (Vecchia con ragazzo e candele), ca. 1616–1617, olio su tavola, 77 × 62,5 cm, Mauritshuis, L’Aia

Bibliografia:

Vecchia con Ragazzo e Candele | Mauritshuis [versione modificata, originariamente pubblicata in: P. van der Ploeg, Q. Buvelot, Royal Picture Gallery Mauritshuis: A princely collection, The Hague 2005

Vecchia e bambino con una candela di Pieter Paul Rubens, podcast di storia dell’arte , 5 febbraio 2016


L’Opera d’Arte del giorno

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