Grappolo d’uva di Adriaen Coorte: silenzio, luce e semplicità nella natura morta olandese.
Di Jasmina Dei Negri per WebinARTE
Si potrebbe dire che nei dipinti di Adriaen Coorte non si sente volare nemmeno una mosca.
Guardate questo grappolo d’uva: sembra sospeso in un tempo e in uno spazio congelati.
Non c’è quasi contesto, eppure il realismo dei dettagli lo rende sorprendentemente vivo.
Di Adriaen Coorte si sa pochissimo. È un pittore olandese nato probabilmente tra il 1659 e il 1664 a IJzendijke e morto nel 1707 o dopo. È autore di un centinaio di nature morte. Probabilmente proveniva da una famiglia benestante di IJzendijke, non lontano da Middelburg, nella parte sud-occidentale degli attuali Paesi Bassi.
È possibile che abbia trascorso gran parte della vita in quell’area. Il suo rapporto con il mercato artistico resta poco chiaro: intorno al 1695 il suo nome compare nei registri della gilda di San Luca di Middelburg, ma in relazione a una multa per aver venduto dipinti senza essere registrato come maestro. Essere membro della gilda di pittori era un requisito imprescindibile nell’Olanda dell’epoca per poter vendere opere d’arte. Anche per questo alcuni studiosi hanno ipotizzato che fosse un pittore non pienamente inserito nelle strutture professionali della corporazione, forse un artista indipendente o un dilettante colto.
Sebbene sembri avesse una discreta clientela il suo nome cadde quasi completamente nell’oblio fino alla pubblicazione, agli inizi degli anni ’50 del secolo scorso, del primo catalogo delle sue opere da parte dello storico dell’arte Laurens Bol.

La cifra stilistica di Adriaen Coorte è inconfondibile: uno sfondo bruno scuro, quasi nero; una lastra di pietra spesso segnata da una crepa verticale; pochi oggetti isolati — frutta, ortaggi, conchiglie o elementi legati al tema della vanitas — disposti con estrema semplicità. La rappresentazione è frontale leggermente dall’alto, la luce, tenue ma sufficiente a conferire tridimensionalità e talvolta drammaticità, di solito arriva da sinistra.
Firma e data sono normalmente ben visibili nello spessore della lastra di pietra. Insomma, una natura morta tipica per i soggetti, ma assolutamente particolare perché manca l’opulenza dei trionfi di frutta e verdura dei pittori suoi contemporanei. Coorte concentra lo sguardo su pochi elementi: un mazzo di asparagi, una coppa di fragole, un rametto di ciliegie appeso, alcune nespole sopra le quali una farfalla sembra volare restando immobile.
Tutto sempre nel silenzio di cui accennavo all’inizio. I suoi soggetti, come in questo grappolo d’uva, catturano subito la nostra piena attenzione perché si stagliano dallo sfondo scurissimo. Gli acini sono in prevalenza rossi, ma al centro ne compaiono alcuni ancora verdi: è lì che lo sguardo si posa per primo, attratto da una variazione minima ma decisiva. I dipinti di Coorte sono per lo più di dimensioni contenute, spesso vicine a quelle di un foglio A4. Per cogliere tutti i dettagli delle sue esecuzioni iperrealiste bisogna avvicinarsi e così si scoprono le singole pennellate filiformi e minute. Si vedono reticoli e screziature sulla buccia, accenni di ammuffimenti o marcescenze forse, magari tracce di sporco.
Proprio queste imperfezioni rendono il dipinto così intenso. L’uva non è idealizzata, Coorte rende visibile la fragilità della materia. I colori sono applicati in modo piatto, sottile ma stratificato, e contribuiscono a rendere ogni acino quasi traslucido, fragile e appetitoso. Eppure, tutto continua a rimanere sospeso: non c’è movimento, non c’è rumore, non c’è racconto esplicito. C’è solo un oggetto comune, guardato con un’attenzione assoluta. Il grappolo d’uva non è più soltanto un frutto: diventa un piccolo esercizio di silenzio, luce e tempo e noi restiamo lì davanti senza fiatare.
FONTI
Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam, scheda dell’opera Grappolo d’uva (Druiventros)
Small Wonders: Dutch Still Lifes by Adriaen Coorte, catalogo della mostra, National Gallery of Art, Washington DC, 29 giugno – 28 settembre 2003
National Gallery of Art, Washington DC, scheda biografica di Adriaen Coorte e delle opere Natura morta con asparagi e ribes rossi e Natura morta con grappolo d’uva appeso, due nespole e una farfalla
The National Gallery, London, scheda dell’opera Natura morta con una ciotola di fragole, un rametto di uva spina, asparagi e una prugna
H. Grootenboer, «Sublime Still Life: On Adriaen Coorte, Elias van den Broeck, and the Je ne sais quoi of Painting», Journal of Historians of Netherlandish Art, 8, 2, 2016
Credits immagine: Adriaen Coorte, Grappolo d’uva, 1705, olio su carta su tavola, Museum Boijmans Van Beuningen
L’Opera d’Arte del giorno prima
