Apelle ritrae Campaspe: arte, collezionismo e meraviglia nella galleria di Willem van Haecht.
Di Jasmina Dei Negri per WebinARTE
Entrare in un negozio di caramelle (o di scarpe o di libri) e avere lโimbarazzo della scelta. Lโunico limite รจ il mal di pancia (o un portafogli vuoto).
Nel caso delle kunstkamer di Willem van Haecht il limite non cโera. Perchรฉ mai, vi chiederete. Perchรฉ le stanze piene zeppe di dipinti e statue, ma anche oggetti come mappamondi, sfere armillari, orologi e porcellane, sono in realtร stanze ideali che rappresentano collezioni altrettanto ideali.
Iniziamo perรฒ a orientarci nella storia dei โgabinetti dellโarteโ. Il termine kunstkamer, poi Kunstkammer, indica una collezione di opere create dallโuomo (artificialia e scientifica) per dimostrare che le abilitร manuali e intellettuali potevano competere e superare la natura. ร simile alla Wunderkammer che perรฒ riuniva tutto ciรฒ che in natura era meraviglioso, esotico, raro e provocava stupore (naturalia, exotica, mirabilia). Entrambe le tipologie di collezione, nate e diffuse durante il Rinascimento e il Barocco, avevano un carattere enciclopedico e si possono considerare i precursori dei musei come li conosciamo noi.
Le rappresentazioni pittoriche delle kunstkamer erano un genere nato nellโAnversa degli inizi del XVII secolo e da lรฌ molto diffuso. Per la loro realizzazione talvolta venivano coinvolti contemporaneamente numerosi pittori.
Non si sa molto di Willem van Haecht (1593-1637), autore del dipinto che vediamo qui. Era figlio dโarte e si puรฒ presumere che, come capita per i figli dโarte, sia cresciuto in un ambiente che gli ha fornito strumenti, conoscenza e conoscenze. Figlio di Tobias van Haecht (o Verhaecht), primo maestro di Rubens, Willem era non solo registrato come pittore indipendente alla corporazione di Anversa ma, rientrato da un viaggio di โistruzioneโ a Parigi e in Italia, divenne il curatore della collezione di Cornelis van der Geest, importante collezionista e mecenate di Rubens. Nella sua funzione di curatore van Haecht era responsabile della conservazione e presentazione della collezione, cosa che gli consentรฌ di entrare in contatto con un numero vastissimo di opere. Non devโessere stato difficile per lui creare delle kunstkamer come questa conservata al Mauritshuis dellโAia.

Non sappiamo se Van Haecht sia stato un pittore prolifico: di lui si conoscono soltanto tre kunstkamer e un piccolo numero di stampe. Come accennato, queste opere non riproducono collezioni realmente esistenti. Riuniscono dipinti e oggetti che lโartista poteva vedere ad Anversa, testimoniando la ricchezza del collezionismo dโarte nella cittร del XVII secolo, insieme ad altri capolavori, specialmente italiani, che non si trovavano lรฌ, ma che probabilmente aveva osservato dal vivo durante il suo soggiorno in Italia.
Dopo questo ampio excursus veniamo perรฒ nello specifico al dipinto Apelle ritrae Campaspe. Appare come un omaggio alla pittura fiamminga: vi compaiono oltre cinquanta dipinti e piรน della metร sono opere di maestri fiamminghi. Le principali che si riconoscono sono la Battaglia delle Amazzoni di Rubens, dipinta per Cornelis van der Geest intorno al 1615 e conservata allโAlte Pinakothek di Monaco di Baviera; Il cambiavalute e sua moglie di Quinten Massys, oggi al Louvre; una natura morta floreale di Daniel Seghers; una scena di mercato di Joachim Beuckelaer; una scena di caccia dipinta da Jan Brueghel il Vecchio insieme a Rubens; una natura morta di caccia di Frans Snijders; La cattura di Sansone, opera giovanile di Anthony van Dyck.
Compaiono perรฒ anche alcune scene di piccoli gruppi di persone che ammirano degli oggetti: delle ceramiche o un mappamondo e naturalmente dei quadri. E poi in primo piano a sinistra si vede un capannello di persone: Alessandro Magno ammira il ritratto che Apelle sta eseguendo della sua concubina Campaspe. Si tratta di un episodio narrato anche da Plinio il Vecchio e sta a simboleggiare il primato dellโarte: Apelle si innamora di Campaspe mentre la ritrae e Alessandro, accortosi del sentimento del pittore, decide di cedergliela riconoscendo proprio la potenza dellโarte, in grado di superare la natura.
Questa storia agli artisti piaceva in quanto simbolo del rispetto dei sovrani verso i pittori di corte e col tempo Apelle divenne simbolo stesso della pittura. In questo suo gabinetto dโarte e con questa scena van Haecht rende anche omaggio a Rubens, il quale nel Seicento era definito โlโApelle del suo tempoโ: sono sue o di suoi allievi alcune delle opere rappresentate e lโimpostazione architettonica del dipinto riprende proprio lโarchitettura della casa di Rubens ad Anversa.
In conclusione, vorrei annunciare unโoccasione rara per vedere un originale e la sua copia riuniti. Dal 15 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027 al Mauritshuis verrร esposto, in prestito dal Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid, il Ritratto di Ferry Carondelet con i suoi segretari di Sebastiano del Piombo, lโopera ben riconoscibile sulla destra della kunstkamer di van Haecht che abbiamo appena analizzato. Che cosa aspettiamo? Partiamo?

Fonti
Mauritshuis, ยซWillem van Haecht, Apelles schildert Campaspeยป, scheda dellโopera, s.d.
Jonathan Kantrowitz, ยซRoom for Art, in 17th Century Antwerpยป, Art History News, 20 febbraio 2014 https://arthistorynewsreport.blogspot.com/2014/02/room-for-art-in-17th-century-antwerp.html
Virginie Spenlรฉ, ยซThe Kunst- and Wunderkammer. Origin and Development in the Renaissance and Baroqueยป, in Georg Laue (a cura di), The Kunstkammer. Wonders Are Collectable, Monaco di Baviera, Kunstkammer Georg Laue, 2016, pp. 12โ104
Tali Gorodetsky, ยซWhat Is a Cabinet of Curiosities? Wunderkammer, Kunstkammer and Beyondยป, Canvases, Carats and Curiosities, M.S. Rau, 27 gennaio 2025 https://rauantiques.com/blogs/canvases-carats-and-curiosities/what-is-a-cabinet-of-curiosities-wunderkammer-kunstkammer-and-beyond
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