Le tre età: Gustav Klimt racconta il ciclo della vita tra maternità, vecchiaia, bellezza e inevitabile scorrere del tempo.
Di Giuliana Della Bianca per WebinARTE
Unitamente a Il bacio, il quadro Le tre età, noto anche come Le tre età della donna, è senz’altro uno dei quadri più noti del pittore austriaco che fu tra i fondatori del movimento artistico della Secessione Viennese. L’opera trabocca di significati simbolici: le tre figure femminili nude rappresentano il ciclo della vita, il fluire del tempo e il contrasto tra vita e morte. Il gruppo si staglia al centro sviluppandosi verticalmente su uno sfondo scuro. Sulla destra, in posizione frontale, una giovane donna tiene teneramente in braccio una bambina, china il capo di lato e sfiora con la guancia i capelli della piccola. Si percepisce la sintonia tra le due e la pacatezza del momento.
Entrambe hanno gli occhi chiusi come se stessero sognando. Un velo trasparente avvolge le gambe della madre e sale fino alla bimba quasi a voler richiamare il significato profondo della doppia spirale che rappresenta contemporaneamente Evoluzione e Involuzione, Nascita e Morte nel perenne ciclo della vita. La carnagione chiara della giovane donna sprigiona luce rendendola simile ad un’immagine sacra e i fiori che le adornano i capelli accennano alla fertilità. Appare alquanto intenso e disturbante il contrasto tra il primo nucleo e la figura della donna anziana che è ritratta sulla sinistra in una posizione lievemente arretrata.
Da un lato vita, serenità, giovinezza, speranza nel futuro e dall’altro disperazione, rassegnazione, vecchiaia e morte. Klimt non fa concessioni: il corpo dell’anziana è cadente, le vene in rilievo, la carnagione giallastra, i capelli privi di luce nascondono il viso. La schiena curva evidenzia, oltre alla fragilità della vecchiaia, il peso degli anni. Il pittore ritrae la vecchia di profilo, per evidenziare, attraverso un forte realismo del modellato, la deformazione provocata dal tempo sul corpo. La rinuncia ad aprire gli occhi sulla realtà, l’impotenza di fronte a quello che riserva il futuro si manifesta nel gesto disperato di coprirsi il volto con le mani.
Lo sfondo piatto rende le immagini bidimensionali come nei mosaici bizantini che l’artista ammirò a Ravenna e da cui trasse ispirazione per l’utilizzo dell’oro in quello che venne definito il suo periodo aureo. Klimt dipinge il braccio della madre piegato ad angolo retto semplificando in modo estremo le forme. Si tratta di una tecnica tipica degli artisti della Secessione che si ispiravano all’arte egiziana, assiro-babilonese e medievale.

I due nuclei di figure, pur essendo vicini, hanno un senso di distacco che viene accentuato dai diversi sfondi: un campo di fiori dai colori vivaci circonda madre e figlia mentre toni dorati, terrosi e scuri fanno da sfondo al corpo della donna anziana quasi a indicare un’età in cui coesistono la vita, con piccoli fiori dai colori spenti, e il pensiero della morte dove i fiori non sono più presenti e i colori si fanno cupi. Sopra la testa della madre i decori richiamano la struttura cellulare vista al microscopio: cerchi adiacenti o sovrapposti con nuclei. Secondo alcuni interpreti sono dettagli che possono avere diverse interpretazioni simboliche quali la rappresentazione dell’infinito, della vita, della crescita o della fertilità.
Uno dei temi ricorrenti dei quadri di Klimt è rivolto al mondo femminile con la volontà di rappresentare su tela ogni aspetto dell’universo femminile dall’infanzia innocente alla vecchiaia passando per la femme fatale. Tuttavia, la donna rappresentata è una donna consapevole della sua essenza e della sua femminilità. Siamo nella Vienna del primo Novecento dove fervono gli studi sulla sessualità in ogni campo grazie all’apporto medico e psicoanalitico di Sigmund Freud e a quello letterario di Arthur Schnitzler che inaugurano un’epoca in cui la nudità inizia ad essere considerata un aspetto naturale dell’essere umano superando, per quanto possibile, le convenzioni e ilperbenismo borghese.
Il quadro Le tre età della Donna è un’opera della maturità dell’artista e si colloca in un momento in cui nascono i primi contrasti all’interno della Secessione da cui Klimt fuoriesce fondando un nuovo movimento artistico. Nel 1910 l’artista ottenne un grande successo alla IX Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia dove partecipò con una mostra individuale con ben ventidue opere incluso il quadro intitolato Tre età.
Il catalogo della mostra riporta:
“Il Klimt disegna, modella, colorisce la forma umana con mezzi di una semplicità eccezionale, con tenuità di tinte e trasparenze che si direbbero incorporee”
L’anno successivo, il fulcro del padiglione austriaco all’Esposizione Internazionale di Roma del 1911 fu la sala Klimt, spesso citata nella stampa come “tempietto” o “abside” per la sua forma semicircolare e per l’aura quasi sacrale. Per una delle sue opere Klimt venne premiato con la medaglia d’oro. L’anno seguente lo Stato italiano acquistò il quadro destinandolo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma che lo catalogò definitivamente come Le tre età.
Fonti:
S. Sabarsky, Gustav Klimt, Maggio 1995 Artificio S.r.l., Firenze
AA.VV. I capolavori dell’arte vol. 7 Klimt – Le tre età, 2020, RCS MediaGroup S.p.A.
AA.VV. IX Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia, Catalogo illustrato, 1910
C.M. Nebehay, GUSTAV KLIMT -Dal disegno al quadro, 1996, RCS Libri & Grandi Opere, Milano
F. Bernardelli Curuz, Il significato dei misteriosi simboli nei quadri di Klimt – I segni erotici,
I. Baratta, Dipinti italiani di Gustav Klimt,
L’Opera d’Arte del giorno
