Ragazza con il cappello rosso: luce, colore e mistero in uno dei tronie più enigmatici di Vermeer.
Di Giuliana Della Bianca per WebinARTE
Questa ragazza, dall’insolito cappello rosso, si volge con aria sorpresa e un po’ trasognata verso lo spettatore con cui sembra voler interagire. Le labbra sono umide e socchiuse e lo sguardo è interrogativo. La foggia inusuale del copricapo attira subito l’attenzione tanto da diventare l’elemento visivo dominante del quadro. La sua forma impegnativa proietta sul viso della donna un’ombra che aumenta l’atmosfera di mistero e di sensualità. Il quadro è idealmente diviso in due da una diagonale: da un lato la luce e dall’altro l’ombra.
La luce è trasmessa pittoricamente attraverso alcune precise pennellate. Negli occhi brillano due punti turchesi. Le labbra e i denti trattengono la luce che dà volume e umidità alla bocca conferendo intensità materica al volto. Il viso, sotto il cappello, è in una penombra colorata accentuata dall’utilizzo del colore verde sul viso della donna.
Un punto di luce si espande dalla punta del naso con un’unica pennellata di bianco sull’incarnato. Per il cappello Vermeer usa con maestria varie tonalità di rosso, caldo, profondo e aranciato nella parte sotto l’ampia tesa. Il colore si fa arancione trasparente sulla parte esterna del copricapo con pennellate che riproducono la sofficità e consistenza delle piume. Siamo davanti ad un virtuosismo che dimostra come il pittore usava il colore con la tecnica dello smalto per far rispecchiare i riflessi della luce.
Su una base monocromatica piuttosto smorzata veniva applicato un denso pigmento rosso rubino cristallino, noto come red madder, che conferiva una luminescenza distintiva. La combinazione dei colori attorno alla donna è calda e rende delicata la luce che ricade sul vestito blu di un tessuto cangiante.
Anche le grosse perle riflettono la luce e sono un elemento distintivo dei ritratti femminili di Vermeer. In primo piano una sedia Savonarola riporta sui braccioli delle teste di leone dipinte utilizzando immagini prodotte dalla camera oscura con una tecnica che Vermeer sperimentò anche in altre occasioni.
Il quadro è stato dipinto su tavola come quello quasi coevo de La ragazza con il flauto (1666-1675). Si tratta delle uniche due opere su legno giunte sino a noi. Tuttavia, alla morte di Vermeer, l’inventario, redatto nel 1676, menziona 10 tele non dipinte e 6 pannelli non dipinti nel suo studio.
Ciò suggerisce che la predilezione apparente di Vermeer per la tela potrebbe non essere stata così marcata come si pensa. A lungo si discusse anche dell’attribuzione di questi dipinti su tavola.
Le indagini effettuate nel 2022 dalla National Gallery of Art di Washington D.C. hanno rafforzato l’attribuzione della Ragazza con il cappello rosso a Vermeer. Destino diverso ha avuto La ragazza con il flauto che è stata considerata opera attribuibile allo Studio dell’artista. Nel corso delle indagini, un’analisi ai raggi X ha rivelato che sotto il dipinto della Ragazza con il cappello rosso c’è il ritratto di un uomo.
Vermeer, forse per difficoltà economiche, riutilizzò il pannello di legno capovolgendolo. Per la somiglianza di formato, soggetto e ambientazione, le due opere sono state talvolta accostate come possibili pendenti, ma l’ipotesi resta dibattuta. Nelle case olandesi, era comune posizionare coppie di “pendenti” ai lati di elementi architettonici come porte o caminetti.
La mancanza di dettagli facciali chiari, l’abbigliamento inusuale e l’illuminazione ambigua sono indizi che siamo in presenza di un tronie, antica parola fiamminga utilizzata per definire il volto. Tronie fu uno stile pittorico, unico nel suo genere, reso popolare da Rembrandt e dai suoi discepoli. Il XVII secolo fu testimone di una fervente domanda di tronie.
Non si trattava di ritratti formali su commissione ma di opere esposte nello studio dell’artista con lo scopo di attirare potenziali acquirenti e consentendo all’artista l’opportunità di ostentare la propria abilità pittorica. Tipici sono i tronie che rappresentano uomini anziani o giovani donne affascinanti. L’artista aveva completa libertà nella scelta del soggetto, dell’abbigliamento e del metodo pittorico. Persone appartenenti alla cerchia familiare dell’artista fungevano da modelli o era l’artista stesso che si ritraeva nel tronie.

Fonti:
L’Opera d’Arte del giorno
