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RACHEL RUYSCH, VAAS MET BLOEMEN, per CALENDARTE

Vaas met bloemen di Rachel Ruysch, grande natura morta floreale con rose, tulipani, iris e altri fiori su fondo scuro.
Vaas met bloemen di Rachel Ruysch: luce, colore e precisione botanica nella natura morta olandese.

Di Alessandra Merello per WebinARTE

Rachel Ruysch fu una delle pittrici più celebri e richieste del suo tempo; fu una delle tre artiste di spicco della pittura del XVII secolo olandese, insieme a Judith Leyster, pittrice di genere e ritrattista, e Maria van Oosterwijck, un’altra pittrice floreale.

Le sue imponenti e rigogliose nature morte floreali, come questo Vaas met bloemen, originale bouquet dai fiori già appassiti e un po’ scoloriti, attirarono l’attenzione di ricchi mecenati, che erano disposti a pagare cifre di 1.000 fiorini e oltre per assicurarsi una sua opera.

 Ruysch (1664-1750) ha infranto ogni barriera di genere. Nel XVIII secolo una ragazza che proveniva da una famiglia povera era destinata a lavorare fin da giovane, mentre una giovane di famiglia ricca o benestante, come quella di Rachel Ruysch, era generalmente predestinata alle nozze ed alla vita familiare. Ma qualcosa spinse Rachel Ruysch a superare queste convenzioni.

Rachel Ruysch crebbe in una famiglia colta che le offriva migliori opportunità rispetto alla maggior parte delle ragazze dell’epoca. Sua madre era figlia di un architetto illustre mentre suo padre, Frederik Ruysch, rinomato professore di anatomia e di botanica nonché direttore dell’Orto Botanico di Amsterdam, possedeva una vasta collezione di curiosità ed era un pittore dilettante. Presumibilmente la sua poliedrica personalità ha avuto su di lei una certa influenza.

Rachel copiò la collezione del padre, dedicandosi al disegno e alla pittura; lo fece con una tale perizia che all’età di 15 anni ottenne il permesso di intraprendere studi artistici e i genitori la mandarono a lezione da Willem van Aelst (1627-1683), il miglior pittore di nature morte di Amsterdam dell’epoca.

Quasi tutte le donne che diventavano pittrici professioniste nel XVII o XVIII secolo provenivano da famiglie di artisti. Ruysch non faceva eccezione, inoltre, ebbe la straordinaria fortuna di poter accedere alla collezione di piante, animali, insetti, parti del corpo umano del gabinetto delle curiosità del padre, che occupava ben cinque stanze della loro casa.

E’ indubbio che il contesto familiare le offrì strumenti eccezionali, ma non basta a spiegare il suo successo: furono la precisione dello sguardo, la qualità tecnica e la capacità compositiva a renderla una delle grandi specialiste della natura morta floreale.

L’originalità di questo dipinto di Rachel Ruysch sta nel fatto che è una delle poche composizioni floreali che ritraggono un bouquet non nel suo splendore ma già sfiorito. La corolla dell’iris blu in alto a destra pende avvizzita mentre il tulipano a sinistra sembra stia per perdere il suo primo petalo.

Al centro della composizione un fiore, ormai troppo avvizzito, è già stato reciso. Il gambo stilla ancora la linfa e le gocce cadono sui grandi petali del papavero, scivolando verso il basso mentre l’anomalo spazio vuoto nel centro del bouquet conferisce un particolare effetto di profondità a tutta la composizione.

Una luce intensa illumina le rose bianche e la calendula in basso, mentre in alto una luce più soffusa crea un effetto ottico per cui sembra che i fiori nell’ombra si allontanino. In basso a sinistra, sul tavolo, una grande cavalletta sembra diretta verso il fiore rosso caduto dalla composizione ormai morente.

Vaas met bloemen di Rachel Ruysch, grande natura morta floreale con rose, tulipani, iris e altri fiori su fondo scuro.
Rachel Ruysch, Vaas met bloemen, 1700, olio su tela, 79,5 × 60,2 cm, Mauritshuis, L’Aia.

Per quanto lo stato appassito del bouquet sia inconsueto, l’utilizzo della luce, la texture e la raffinatezza della composizione rendono il dipinto caratteristico di Ruysch.

Nei dipinti di Ruysch si possono ammirare fiori, piante e animali che nella realtà non si trovano insieme perché era solita accostare fiori che sbocciavano in stagioni e regioni diverse.

Nel Seicento i Paesi Bassi erano al centro del commercio internazionale di piante e fiori esotici, un contesto che contribuì ad alimentare l’interesse per la botanica e per le nature morte floreali.

La carriera di Ruysch crebbe parallelamente alla crescita dell’industria orticola del paese e all’interesse per la botanica: i suoi dipinti erano ambiti non solo dai ricchi borghesi olandesi ma anche dall’aristocrazia e dalle corti principesche di lingua tedesca.

L’Elettore del Palatinato nominò Ruysch pittrice di corte. In Italia due sue opere fecero la loro comparsa grazie alla committenza di Cosimo III de’ Medici: sono Basket of Flowers (o Still Life with a Basket of Flowers) ovvero Natura morta con cesto pieno di fiori ed erbe con insetti e la sua coppia/pendant Fruit and Insects ovvero Natura morta con frutta, rettili e insetti (visibili nella Sala di Rembrandt degli Uffizi).

Il suo caso è ancora più significativo se si considera che Ruysch continuò a lavorare anche dopo il matrimonio e la nascita dei figli, mentre molte artiste dell’epoca abbandonavano o riducevano drasticamente la propria attività. La sua lunga carriera mostra quanto fosse eccezionale la combinazione tra talento, riconoscimento pubblico e continuità professionale.

Rachel Ruysch lavorò fino all’età di 84 anni, rivisitando e modificando i soggetti già creati in passato per adeguarli al nuovo gusto contemporaneo che si era evoluto prediligendo una pittura più luminosa, dimostrando con ciò uno sguardo vigile sul tempo che passa.

Il grande successo di Ruysch ai suoi tempi è attestato dalle numerose poesie a lei dedicate; queste furono raccolte e pubblicate poco prima della sua morte nel 1750, per celebrare il suo talento artistico, contemporaneamente alla sua biografia redatta da Johan van Gool: una testimonianza eccezionale dell’apprezzamento dei contemporanei verso la grande pittrice olandese.


Fonte:

scheda Mauritshuis, Vase with Flowers, Rachel Ruysch.


L’Opera d’Arte del giorno

Carel Fabricius, Il Cardellino