Una scena in apparenza tranquilla che invece cela i germi di una rivoluzione: è l’Asilo ad Amsterdam di Max Liebermann, per inaugurare insieme la settimana dedicata al rientro in classe
di Jasmina Dei Negri per WebinARTE
Quattordici bambini di età variabile seduti a gruppetti su panche.
Giocano, parlano, si tengono occupati in qualche modo anche da soli.
Un’adulta, un po’ in disparte, è intenta a lavorare a maglia ma si intuisce che tende le orecchie, pronta a intervenire se ve ne fosse bisogno.
In sintesi, questo è ciò che vediamo nel dipinto di Max Liebermann, Asilo ad Amsterdam. Dietro si cela però una rivoluzione sociale.
Siamo verso la fine del XIX secolo.
Con la progressiva industrializzazione le donne lavorano fuori casa, le famiglie non sono più quelle rurali multigenerazionali e si pone il problema di dove lasciare i bambini piccoli, quelli non ancora in età scolare o lavorativa.
Noi i nostri bambini li portiamo all’asilo, che certamente non corrisponde ai luoghi ottocenteschi raffigurati qui da Liebermann.
È quasi più semplice spiegare storia ed estetica di questo quadro che tradurne in modo corretto il titolo. La “scuola per bambini piccoli” nella traduzione letterale dal tedesco non corrisponde al nostro moderno concetto di asilo e non sarebbe la traduzione esatta nemmeno dell’olandese bewaarschool, la “scuola” per la custodia dei bambini piccoli.
Nella prima metà dell’Ottocento il pedagogo tedesco Friedrich Fröbel inventò il termine Kinder-Garten, il giardino dei bambini.
L’idea dietro a tale parola era che i bambini venissero curati e accuditi come si fa con le piante nei giardini.
Si intendeva favorire la socializzazione e lo sviluppo sia della personalità che delle abilità manuali, dato che si trattava per lo più di bambini destinati ad imparare un mestiere manuale.

Max Liebermann, considerato il più importante pittore naturalista tedesco e, in seguito, il più celebre impressionista tedesco, a partire dagli anni Settanta dell’Ottocento trascorse spesso le estati nei Paesi Bassi.
Era attratto dalla luce limpida del Nord, dalla rappresentazione senza pretese della vita quotidiana e, in particolare, da luoghi tradizionali come orfanotrofi, ospizi e istituti per bambini, che divennero soggetti frequenti nelle sue opere giovanili.
Ammirava inoltre i ritratti di Frans Hals, che gli apparivano sorprendentemente moderni per la loro vivacità e immediatezza.

Fig 2. Max Liebermann, Kleinkinderschule, (Asilo ad Amsterdam) 1875, Ketterer Kunst
Liebermann realizzò la versione definitiva di Asilo ad Amsterdam nel 1880 nel suo atelier di Monaco di Baviera partendo da cinque studi a olio eseguiti nel 1875.
Si trattava di prove rapide nate per fissare su tela le impressioni raccolte ad Amsterdam.
Rispetto al dipinto finale, gli studi erano più naturalistici e immediati, con una prevalenza di tonalità pastello che rimandavano alle influenze francesi della scuola di Barbizon e degli impressionisti.
Allo stesso tempo la composizione ricorda i grandi dipinti di gruppo della tradizione olandese del cosiddetto Secolo d’oro: la tela è idealmente suddivisa in tre fasce orizzontali con i personaggi raccolti nella zona centrale.
I bimbi sono a loro volta suddivisi in sottogruppi e, rispetto agli studi preparatori, gli abiti sono più dettagliati, le pieghe degli abiti rese in modo più plastico e le gambette della bambina centrale con le calze a righe che si afflosciano sono il fulcro fisico del quadro e attirano subito lo sguardo.
Ma ciò che colpisce di più è come Liebermann sia riuscito a conferire carattere e personalità ai singoli bambini, con una mimica ben distinta per ognuno.
Ciononostante, sul gruppo aleggia un’atmosfera malinconica e di attesa, di noia anche, ma non quella foriera di creatività bensì quella che abitua alla pazienza.
La palette cromatica è sapientemente contrastata con i toni dai rossi ai bianchi dei bimbi che si staccano dai bruni e grigi dello sfondo.
Appaiono anche le “macchie di sole” che diverranno tipiche di Liebermann: la luce entra in modo deciso e mirato dalle finestre creando giochi di ombre, contorni netti, macchie chiare di luce sul pavimento e sui grembiuli dei bimbi.
L’Asilo ad Amsterdam è considerata un’opera centrale tra i lavori giovanili di Liebermann in quanto si vede come si diriga verso stilemi impressionisti. Già nel 1880, anno della sua realizzazione, fu esposta al Salon di Parigi insieme a quadri di Monet, Renoir, Manet, ecc. Un fatto piuttosto straordinario, dato che i rapporti tra la Germania di allora e la Francia erano ancora pessimi come conseguenza dei recenti conflitti tra i due paesi.
L’importanza di questo dipinto fu presto riconosciuta anche da Hugo von Tschudi, direttore della Nationalgalerie di Berlino tra il 1896 ed il 1906.
Proprio nel 1906 si tenne alla Nationalgalerie la celebre Jahrhundertausstellung (mostra del secolo) sull’arte tedesca tra il 1775 e il 1875.
Nonostante l’esecuzione del dipinto non rientrasse nell’arco cronologico della mostra, Tschudi e Alfred Lichtwark, direttore della Hamburger Kunsthalle, che volevano assolutamente esporlo, si decisero ad una piccola forzatura curatoriale rendendo volutamente poco chiara la datazione.
Siamo partiti da una scena apparentemente insignificante di bambini seduti in gruppetti che si annoiano, siamo passati per pedagogia, industrializzazione e pittura olandese e francese che influenzano profondamente un pittore tedesco per finire con un piccolo falso da curatore, insomma, molto più che semplice scuola per bambini piccoli.
Jasmina Dei Negri
L’autrice: In una precedente vita si è laureata in Lingue e Letterature Orientali perché catturata dall’estetica delle opere d’arte giapponesi, ma soprattutto dall’artigianato e dalle arti applicate. Specializzata in Giappone in conservazione e restauro di oggetti in lacca giapponese, l’allergia all’urushi l’ha portata altrove. Vivrebbe bene in una Wunderkammer a patto che ci siano almeno un gatto ed una cucina professionale super attrezzata. La Wunderkammer l’ha comunque trovata in WebinARTE.
Fonti
Nationalgalerie – Staatliche Museen zu Berlin, “Die Nationalgalerie erhält das Gemälde ‘Kleinkinderschule in Amsterdam’ (Asilo ad Amsterdam) (1880) von Max Liebermann”, comunicato stampa, 4 marzo 2014
Ketterer Kunst, “Max Liebermann, Kleinkinderschule, 1875”, (Asilo ad Amsterdam), scheda del lotto 532, asta n. 498, Kunst des 19. Jahrhunderts, Monaco di Baviera, 18 luglio 2020
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