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BENEDETTO ANTELAMI: SETTEMBRE per l’Opera d’Arte del giorno

Parma, Battistero, Benedetto Antelami, Settembre, da Frugoni 1992, tav. IX

Il mese di Settembre, forgiato dallo scalpello di Benedetto Antelami, all’interno del ciclo dei Mesi del Battistero di Parma, è l’esaltazione del lavoro dell’uomo, in piena armonia con la Natura e con Dio.

Nel Medioevo l’iconografia del ciclo dei Mesi rappresenta visivamente lo scorrere del tempo attraverso le attività umane, in particolare legate al lavoro agricolo. Nell’antichità classica i mesi erano contrassegnati dai segni zodiacali o da feste religiose.

Tra tarda Antichità e Medioevo il calendario figurato muta per gradi; alle personificazioni cosmiche e ai segni zodiacali si intrecciano sempre più spesso le fatiche del lavoro rurale. Il tempo smette di essere soltanto ordine celeste e diventa esperienza vissuta scandita dalle attività umane. Un passaggio lento, stratificato, in cui l’antico si trasforma, assorbito da nuove esigenze. Sparisce, ad esempio, il tema autunnale della raccolta delle olive, mentre si afferma il motivo dell’uccisione del maiale, di chiara tradizione germanica. Nel Medioevo si privilegiano scene di vita quotidiana, connotate da un realismo concreto sia nelle opere pittoriche che in quelle lapidee.

Bendetto Antelami, Ciclo dei Mesi, emissione filatelica 31.10.2018

Nel Battistero di Parma, il ciclo dei Mesi attribuito a Benedetto Antelami e al suo cantiere costituisce una delle testimonianze più importanti di questo tema nel primo Duecento. Tra le formelle spicca in modo particolare quella di settembre. L’immagine è composta da due piani, in alto il contadino stacca i grappoli da una pianta con foglie e nodi robusti con un piccolo coltello dalla lama ricurva, facendo attenzione a non tagliare i rami della vite che sinuosi, si avvitano sulla pianta. Il contadino, leggermente flesso in avanti è intento a svolgere l’azione e, nonostante sia un altorilievo, si percepisce il movimento sostenuto dai dettagli del tralcio e dalla plasticità delle vesti. La gamba sinistra poggia su una foglia larga e questa precarietà non intacca la solidità della postura. Nella parte inferiore della scena un tino colmo di uva già raccolta testimonia l’avanzamento della vendemmia. La figura minore che regge la bilancia occupa uno spazio fisicamente separato e subordinato. La bilancia è l’emblema del segno della Libra sin dall’antichità, legato all’idea di equilibrio e di misura, e rimanda anche all’equinozio d’autunno che cade proprio nel mese di settembre, quando il giorno e la notte hanno la stessa durata.

Benedetto Antelami, Ciclo dei Mesi.
Benedetto Antelami, Ciclo dei Mesi.

Parma era una città di fondazione latina e i sarcofagi circolavano come repertorio visivo nei cantieri medievali. Infatti, grazie allo studio dell’antico, Benedetto Antelami è riuscito a rendere la composizione fluida, naturale che sorpassa la semplice imitazione, rendendo personale il linguaggio figurativo.

Le storie risultano subito chiare anche a occhi poco esperti. Questa compresenza del calendario zodiacale e delle attività stagionale è una delle caratteristiche distintive del ciclo parmense rispetto ad altri esempi coevi, e testimonia come Antelami sapesse padroneggiare iconografie diverse senza cadere in una sterile ripetizione dei temi.

Maestro dei Mesi di Ferrara, Settembre Duomo di Ferrara
Maestro dei Mesi di Ferrara, Settembre Duomo di Ferrara

Altri scultori del Nord Italia guarderanno qui per anni.

È il caso della formella di Ferrara con la raccolta dell’uva, unanimemente indentificata con il mese di settembre, che fa parte della serie di sculture provenienti dall’antica Porta dei Pellegrini, realizzata da un anonimo maestro oggi definito “dei Mesi” attivo tra il 1225 e il 1230. Lo scultore sembra aver guardato le formelle di Parma; lo suggeriscono l’attenzione agli attributi lavorativi e la resa volumetrica della figura. La veste è annodata attorno alla coscia in previsione della pigiatura, e di risalto plastico sono particolari come la cesta di vimini, la forma dell’orecchio sotto la cuffia o la mano destra del contadino dove sono ancora ben visibili le vene.

Il confronto con Ferrara e con gli altri cicli coevi evidenzia come sia stato fondamentale il ciclo di Parma. Antelami dà forma a un’idea: il Settembre del Battistero di Parma è al tempo stesso una scena di vendemmia e una delle sintesi più riuscite del modo medievale di pensare il rapporto tra l’uomo, la natura e il cosmo. Questa visione sarà l’eredità di Antelami da cui le generazioni future ripartiranno per trovare un linguaggio proprio.

Antonietta Capo


Bibliografia

E. Carli, La scultura italiana: il Medioevo, edizione speciale per la Banca popolare dell’Emilia, Martello editore, Milano 1985.

J. Le Goff, Il tempo del lavoro, ed. Mondadori, Pomezia 1988.

A. Barbero, C. Frugoni, Medioevo storia di voci, racconto di immagini, ed. Laterza, Bari 2020.


Sitografia per le immagini

https://lapasseggiatadeisapori.it/tappe/i-mestieri-delluomo-cattedrale-e-battistero

https://it.wikipedia.org/wiki/Maestro_dei_Mesi


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Paul Chablas, September Morn