Trittico del Giardino delle delizie: Bosch racconta peccato, piacere e dannazione in una delle visioni più enigmatiche della storia dell’arte.
Di Giuliana Della Bianca per webinARTE
Quest’opera, così affollata di figure, è senz’altro il trittico più noto del pittore olandese e quello che si apre a molteplici chiavi di lettura per il linguaggio fortemente simbolico.
Quando i pannelli esterni sono chiusi, rivelano le prime fasi della creazione della Terra. Il colore verde-grigio della grisaglia suggerisce che il Sole e la Luna ancora non sono stati creati. In alto è riportata una citazione dal Salmo 33 e una piccola immagine di Dio è posta a sinistra. La Terra è dentro un globo trasparente. Come nel terzo giorno della creazione, si scorge la vegetazione ma nessun essere umano o animale.

L’apertura dei pannelli garantisce l’effetto wow sulla visione dell’interno che è dipinto a colori brillanti. L’opera è divisa in tre momenti che hanno il concetto di peccato quale comune denominatore.
Partendo da sinistra il Paradiso terrestre con la creazione di Eva a simboleggiare l’origine del peccato umano. Dio presenta la donna a Adamo che si è appena svegliato. I critici interpretano lo sguardo di Adamo verso Eva come lussurioso, suggerendo una convinzione cristiana che l’umanità fosse intrinsecamente condannata sin dall’origine. Il paesaggio è popolato da creature alate e fantastiche e da diversi animali che all’epoca non sarebbero stati familiari agli europei. Per Hans Belting, Bosch incorpora questi animali esotici per attrarre un pubblico esperto ed aristocratico che leggeva le notizie dei viaggi contemporanei.
Il pannello centrale è pieno di simboli e scene che rimandano alla lussuria e alla natura effimera della felicità e del piacere. C’è un brulichio di figure nude, in acqua, in groppa ad animali o avvinghiate. Per alcuni si tratta della rappresentazione del paradiso perduto ma la maggioranza dei critici ritiene che sia un avvertimento rispetto alle tentazioni della vita terrena. Molte delle fantasie rappresentate potrebbero illustrare dei proverbi: per esempio la coppia di amanti nella sfera di vetro richiama il detto «il piacere è fragile quanto il vetro».
A destra, Bosch rappresenta la dannazione eterna quale conseguenza inevitabile del peccato consumato nel pannello centrale. È un inferno che viene definito musicale perché la tortura dei peccatori viene operata attraverso strumenti musicali. Non solo la lussuria viene punita ma lo sono tutti i peccati cardinali. L’opera punisce anche i vizi della società dell’epoca (corte, clero borghesia). Le pene corporali riflettono le torture che si infliggevano alla fine del Quattrocento.
In contrapposizione alla luminosità del pannello centrale qui predomina la notte e in lontananza una città brucia. Un grande uomo-albero, dal corpo cavo e le gambe fatte da rami spezzati, si volge verso il pannello centrale quasi ad indicare il messaggio morale del quadro: i piaceri senza Dio portano alla distruzione di sé. Diversi studiosi ritengono che il volto dell’uomo-albero sia un autoritratto del pittore.
La datazione esatta rimane incerta, tuttavia è stato recentemente affermato che la sua realizzazione deve essere avvenuta a partire dal 1494 e completata non oltre il 1504. La presenza di un ananas, frutto del Nuovo Mondo, infatti suggerisce che il dipinto sia stato realizzato dopo i viaggi di Colombo.
Si ritiene che l’opera venne commissionata da Engelbrecht II di Nassau. Dopo vari passaggi, il dipinto finì in possesso di Filippo II di Spagna. Fu acquistato all’asta nel 1591 e inviato a El Escorial nel 1593. Nel 1939 fu trasferito al Museo del Prado.
L’opera visionaria di Bosch, ed in particolare l’uomo-albero influenzò fortemente i Surrealisti, che, come Mirò e Dalì, videro in questa figura l’inconscio, il grottesco e il corpo come luogo di angoscia.
Fonti:
AA.VV. I capolavori dell’arte vol. 18 Bosch – Il giardino delle delizie, 2020, RCS MediaGroup S.p.A., Milano
AA.VV. a cura di José Antonio de Urbina, Il Prado, 1^ ed. italiana 1995, Scala Books, London
Sitografia:
https://www.atuttarte.it/opera/bosch-trittico-delle-delizie.html
L’Opera d’arte del giorno
