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OGNISSANTI: LA FOLLA DEL PARADISO NELLA PREDELLA DELLA PALA DI FIESOLE per CalendARTE

Predella della Pala di Fiesole, 32 cm x344 (1420 ca), National Gallery of London
La predella della Pala di Fiesole del Beato Angelico per celebrare la festa di tutto il calendario

Di Alessandra Gennaro

Il Paradiso adesso è qui — o meglio, in una sala della Sainsbury Wing della National Gallery, dove si trova la predella della prodigiosa Pala di Fiesole, dipinta da Fra Angelico attorno al 1423-1424 per l’altare maggiore di San Domenico: il convento nel quale egli stesso era entrato come frate.

Il pannello centrale, rimasto in loco, mostra la Vergine in trono con il Bambino, angeli e santi; la predella, finita a Londra, apriva invece una vera visione celeste. Al centro, Cristo risorto e glorificato, circondato da angeli che cantano, danzano e suonano; ai lati, come attratti da quella luce, centinaia di figure sacre: una folla ordinata, silenziosa, luminosissima, in cui il Paradiso prende la forma di una comunità. La predella e i pannelli che la incorniciavano appartenevano all’altare maggiore di San Domenico a Fiesole; oggi i pannelli della predella sono alla National Gallery.

Ci sono gli apostoli, i patriarchi, i profeti e i martiri. Ci sono i fondatori degli ordini religiosi: Domenico, Francesco, Benedetto. Ma soprattutto, nei pannelli laterali, c’è una cosa che vale la pena guardare con attenzione: ci sono le sante.

Predella della Pala di Fiesole, 32 cm x344 (1420 ca), National Gallery of London
Predella della Pala di Fiesole, 32 cm x344 (1420 ca), National Gallery of London

E diciamolo: povere sante, sempre trascurate, sempre raggruppate nella formula generica di “vergini e martiri”, come se non avessero dovuto guadagnarselo, il loro posto nel calendario. Fra Angelico, però, non le lascia sullo sfondo. Le veste di colori incantevoli — rosa, azzurri, verdi, rossi, bianchi — e le distingue una per una attraverso i volti, le aureole, i gesti delle mani, i libri, le palme del martirio, le corone. I loro attributi conservano la traccia delle loro storie e, talvolta, dei loro martìri crudeli. Non sono una massa anonima: sono una comunità di donne che hanno trovato posto nel Paradiso cristiano non come comparse, ma come presenze necessarie.

Il miracolo di Beato Angelico è far convivere ordine e varietà. Tutti guardano verso Cristo, che è il centro invisibile dell’intera composizione; eppure ogni volto conserva una propria delicatezza, ogni abito ha una propria luce, ogni figura sembra occupare un posto preciso nella grande architettura del divino. Il fondo oro non è soltanto decorazione: è lo spazio senza ombre e senza tempo in cui questa moltitudine può esistere.

In fondo, Ognissanti è proprio questo: non la festa di pochi nomi celebri, ma l’idea di una santità plurale. Uomini e donne, religiosi e laici, martiri e sapienti, figure note e sconosciute. Beato Angelico li raccoglie tutti sotto lo stesso cielo dorato e ci ricorda, con una grazia quasi disarmante, che in Paradiso non si entra da soli.


Per saperne di più

Scheda museo della National Gallery